Dieci talk tra Smart Lab, Cantiere 26 e Caritro per parlare dei confini superati
Dal 5 novembre al 23 dicembre, una rassegna culturale promossa dalla Cooperativa Sociale Smart per interrogare i confini della politica, della partecipazione, delle identità e della cultura. Con Lorenzo Dellai, Marco Odorizzi, Daniele Aristarco, Roberto Tognetti, Matteo Bresolin, Annalisa Camilli, Vera Gheno, Giovanni Mori, Matteo Roma, Matteo Saudino, Anita Penati, Elena Franceschini e Simone Casalini.

s t a t e s è la rassegna culturale promossa dalla Cooperativa Sociale Smart, in programma dal 5 novembre al 23 dicembre 2026. Un percorso di incontri che partono da una constatazione: alcuni confini sono stati superati ed è il caso di dircelo.
Il pensiero va necessariamente al limite delle cose: siamo un territorio ancora veramente autonomo, siamo ancora una democrazia come quella che abbiamo pensato di conoscere sui banchi di scuola, siamo ancora un Europa per quello che era il progetto iniziale? E se non è più così cosa possiamo andare a conquistarci?
Alcuni confini sono stati superati ed è il caso di dircelo.
E’ il caso di dircelo per scrollarci di dosso il torpore di chi contempla qualcosa che vorrebbe diverso e volge lo sguardo verso quello che gli è dato di poter costruire oggi. Insieme, tra chi sceglie di venire ed esserci, che sia persona che ha già visto molte cose o persona che per la prima volta porta un segno di sè nella realtà.
Confine è così il luogo in cui emergono conflitti e contraddizioni, della fine e del lutto. Ma è da tutto questo che può nascere qualcosa di nuovo e autentico. Magari più semplice, magari più spoglio. Ma vero.
Dall’autonomia alla democrazia, dalle identità alla musica
STATES — Programma della rassegna
5 novembre 2026 — IL CONFINE DELL’AUTONOMIA
presso Fondazione Caritro, Trento
Territori da amministrare o comunità dotate di progetto?
Relatori: Lorenzo Dellai e Marco Odorizzi
In collaborazione con: Fondazione Trentina Alcide De Gasperi
L’autonomia trentina è molto più di un sistema di istituzioni e competenze: nasce da una storia e da una visione della convivenza, in cui una comunità si assume la responsabilità del proprio futuro. Ma cosa resta di questa ambizione quando l’autogoverno rischia di ridursi ad amministrazione, procedure ed efficienza? Per De Gasperi e i padri dell’autonomia, non si trattava soltanto di governare un territorio, ma di costruire un modello di civiltà fondato sulla partecipazione e sulla responsabilità collettiva. Oggi, quale progetto può rinnovarne il significato? Un confronto con Lorenzo Dellai e Marco Odorizzi per interrogarsi sul confine tra autonomia formale e autogoverno reale: tra territori da amministrare e comunità capaci di immaginare e costruire insieme il proprio futuro.
7 novembre 2026 — SUL CONFINE DELLA PARTECIPAZIONE
presso Smart Lab, Rovereto
Occupiamo il futuro: giovani ai confini della partecipazione
Relatore: Daniele Aristarco
In collaborazione con: Comune di Rovereto – Patto per la lettura
Che rapporto c’è oggi tra le nuove generazioni, la politica e la partecipazione? La distanza dalle istituzioni è davvero disinteresse o segnala piuttosto un cambiamento nei modi di prendere parola e agire nella società? Mentre le forme tradizionali della partecipazione attraversano una crisi, emergono nuovi linguaggi, mobilitazioni e pratiche di attivismo, spesso difficili da riconoscere con le categorie del passato. Dove si esprime oggi il desiderio di cambiare le cose? E come trasformare sensibilità individuali, dissenso e iniziative spontanee in una capacità collettiva di incidere sulla realtà? Un confronto con Daniele Aristarco per interrogarsi su ciò che significa partecipare oggi, superare i luoghi comuni sul disimpegno giovanile e riconoscere le forme attraverso cui le nuove generazioni costruiscono cittadinanza e futuro.
13 novembre 2026 — IL CONFINE DEGLI SPAZI DI INNOVAZIONE SOCIALE
presso Cantiere 26, Arco
Dentro e fuori la comunità, dentro e fuori il sistema dei finanziamenti
Relatore: Roberto Tognetti
In collaborazione con: Fondazione Riusiamo l’Italia, Associazione Basis Vingschau Silandro
Gli spazi di innovazione sociale si muovono su una doppia frontiera: tra chi si sente parte della comunità e chi ne resta ai margini, tra attività riconosciute dai finanziamenti tradizionali e iniziative che, pur generando valore sociale, faticano a trovare sostegno.
Il loro modello economico si fonda sulla collaborazione: enti pubblici, imprese, fondazioni, associazioni e cittadini condividono risorse, competenze e relazioni. Nascono così attività altrimenti insostenibili e comunità diverse si incontrano, generando economie fondate sul valore sociale più che sul tornaconto economico.
Come dare stabilità a modelli capaci di generare valore collettivo, ma che il sistema fatica a riconoscere e sostenere nel tempo?
20 novembre 2026 — IL CONFINE DELL’EUROPA
presso Smart Lab, Rovereto
Superare le fragilità del progetto europeo in un mondo che cambia
Relatore: Matteo Bresolin
In collaborazione con: Fondazione Antonio Megalizzi
In un mondo attraversato da conflitti, crescenti disuguaglianze e profonde incertezze, l’Unione europea è chiamata a confrontarsi le proprie ambizioni e i propri limiti. Troppo spesso ci sentiamo rassegnati di fronte a un progetto politico che sembra aver raggiunto i confini della propria capacità di azione, ma ogni confine può essere ripensato e attraversato. Come possiamo immaginare un’Europa capace di superare le proprie fragilità e di tornare a incidere sul nostro futuro? E cosa possiamo fare noi per contribuire a costruirla?
27 novembre 2026 — I CONFINI DELLA DEMOCRAZIA
presso Smart Lab, Rovereto
In dialogo tra piazze, generazioni e dissenso: pratiche di cura della democrazia
Relatrice: Annalisa Camilli
Modera: Andrea Malena
In collaborazione con: Lumen Slowjournal
Negli ultimi decenni l’enfasi sulla sicurezza è stata la risposta dei governi alla crisi delle istituzioni democratiche e dello stato sociale. Ma come sono cambiati i movimenti? E cosa producono le leggi che criminalizzano il dissenso? A venticinque anni dal G8 di Genova, le risposte alle piazze riflettono una preoccupante svolta autoritaria. Dalle azioni per il clima alle mobilitazioni per Gaza, i nuovi movimenti trainati da giovani e studenti si scontrano con divieti che mettono in discussione lo stesso diritto a manifestare. Partendo dal libro Divieto di protestare di Annalisa Camilli, ci confronteremo per capire come siamo arrivate a questo e perché lo spazio del dissenso sia cura indispensabile per il futuro, e il presente, delle nostre democrazie.
2 dicembre 2026 — AI CONFINI DEL GENERE
presso Cantiere 26, Arco
Un viaggio tra linguaggi, identità e appartenenze per ripensare la parola genere
Relatrice: Vera Gheno
In collaborazione con: Alba Chiara APS
Che cosa accade quando una parola diventa un confine? Quando serve a distinguere, classificare, includere, ma anche a separare e a escludere? A partire dal suo nuovo libro Genere (Laterza, 2026), Vera Gheno attraversa la storia di una delle parole più discusse e polarizzanti del nostro presente. Da categoria grammaticale a concetto filosofico, sociale e politico, “genere” è diventato nel tempo un terreno di confronto e di conflitto fino a trasformarsi, nel discorso pubblico, in uno “spauracchio globale”. Ai confini del genere sarà un viaggio dentro le parole e i significati che attribuiamo loro per interrogare i confini che costruiamo tra identità, corpi, ruoli e appartenenze. Perché parlare di genere significa anche domandarsi chi traccia quei confini, chi può attraversarli e che cosa accade quando scegliamo di rimetterli in discussione.
4 dicembre 2026 — IL CONFINE DELL’ATTIVISMO DIGITALE
presso Cantiere 26, Arco
Tra piazze e social: scegliamo veramente noi per cosa mobilitarci?
Relatore: Giovanni Mori
In collaborazione con: La Busa Consapevole
Dalle mobilitazioni di piazza alle campagne digitali, dall’attivismo per il clima alle campagne elettorali, come si è trasformato il modo di partecipare e provare a cambiare le cose? Quali forme di attivismo hanno funzionato in passato e quali possono essere efficaci oggi? In un mondo in cui ci informiamo sempre più attraverso i social, possiamo considerarli spazi neutrali? Gli algoritmi influenzano ciò che vediamo, amplificano alcune cause e ne lasciano altre ai margini, orientando anche le ragioni per cui scegliamo di attivarci. Quanto siamo liberi di scegliere le nostre battaglie e quanto rischiamo di seguire percorsi già tracciati? Un confronto tra esperienze di attivismo vecchie e nuove, online e offline, per capire come si costruisce il cambiamento collettivo e quale ruolo possono ancora avere l’incontro e la partecipazione in presenza.
11 dicembre 2026 — AI CONFINI DELLA MUSICA LIVE
presso Cantiere 26, Arco
Dagli eventi di massa alla musica generata dall’IA
Relatore: Matteo Roma
In collaborazione con: Guys 4 Guys
Grandi concerti e festival sono esperienze collettive capaci di riunire migliaia di persone, ma pongono interrogativi crescenti sulla sostenibilità economica e ambientale. Allo stesso tempo, anche la produzione musicale umana deve confrontarsi con costi, precarietà professionale e difficoltà nel garantire condizioni di lavoro sostenibili per artisti e operatori. In questo scenario, l’intelligenza artificiale apre nuove possibilità creative e produttive, ma solleva questioni sul valore del lavoro artistico, sui diritti d’autore e sul futuro delle professioni musicali. Quali modelli possono rendere la musica sostenibile senza impoverirne la qualità e la dimensione umana? Un confronto sulle trasformazioni della produzione e della fruizione musicale, tra grandi eventi, lavoro creativo e innovazione tecnologica.
17 dicembre 2026 — IL CONFINE DELL’INCERTEZZA
presso Smart Lab, Rovereto
Quando le certezze crollano, 7 pensieri stupendi per il futuro
Relatore: Matteo Saudino
In collaborazione con: Associazione Argo
E se il futuro cominciasse proprio dove finiscono le certezze che abbiamo ereditato? In un mondo in cui i riferimenti politici, sociali ed etici sembrano vacillare, le promesse del passato non bastano più a orientare il presente. Per le nuove generazioni, l’incertezza non è soltanto una prospettiva, ma una condizione quotidiana da cui ripartire per interrogarsi sul mondo e sul proprio posto al suo interno. Attraverso il pensiero dei grandi filosofi e il confronto con le contraddizioni del nostro tempo, Matteo Saudino ci invita a riscoprire le idee fondamentali per costruire una società più giusta e immaginare, anche nel crepuscolo delle certezze, la possibilità di un futuro diverso.
23 dicembre 2026 — L’ORIGINE DELLA DOMANDA CULTURALE
presso Fondazione Caritro, Trento
Come cambia il rapporto tra persone, cultura e luoghi della partecipazione
Relatrici: Elena Franceschini, Anita Penati, Simone Casalini
In collaborazione con: il T Quotidiano
Che cosa muove la domanda culturale nelle piccole comunità? La cooperativa Smart ha provato a rispondere ascoltando chi le abita, attraverso un’analisi che combina strumenti qualitativi e quantitativi e approfondisce anche le differenze generazionali. La ricerca indaga il rapporto tra passioni personali, relazioni e partecipazione, interrogandosi su ciò che spinge le persone a incontrarsi e condividere esperienze. Ne emerge una domanda: i luoghi culturali funzionano soprattutto come spazi che offrono contenuti o come nodi capaci di attivare legami? L’incontro restituisce i risultati e invita le comunità a discuterli, confrontarli con la propria esperienza e individuare possibili azioni condivise. Una restituzione che diventa così occasione di partecipazione e primo passo verso nuove pratiche culturali.
La cultura come spazio di partecipazione
STATES nasce dalla convinzione che la cultura non sia soltanto un insieme di contenuti da offrire a un pubblico, ma una possibilità di incontro, conoscenza e partecipazione. È attraverso il confronto che possiamo riconoscere le contraddizioni del nostro tempo, mettere in discussione ciò che diamo per scontato e immaginare modi diversi di abitare la società.
Questa prospettiva è legata all’identità della Cooperativa Sociale Smart, realtà giovanile indipendente che lavora per creare opportunità e spazi di protagonismo per le nuove generazioni. I giovani non sono soltanto un pubblico a cui rivolgersi, ma persone che possono contribuire a interpretare il presente e a costruire il futuro della comunità.
STATES vuole essere uno spazio aperto di confronto, in cui le domande contano quanto le risposte e le differenze diventano un’occasione per comprendere meglio la realtà. Perché i confini non sono sempre dati una volta per tutte: a volte delimitano ciò che possiamo fare, altre volte indicano il punto da cui cominciare a costruire qualcosa di nuovo.
Il calendario degli incontri
- 5 novembre — Lorenzo Dellai e Marco Odorizzi , con Fondazione Degasperi
- 7 novembre — Daniele Aristarco, con il Comune di Rovereto – Patto per la lettura
- 13 novembre — Roberto Tognetti, con Fondazione Riusiamo l’Italia e Basis Vingschau
- 20 novembre — Matteo Bresolin, con Fondazione Antonio Megalizzi
- 27 novembre — Annalisa Camilli, con Associazione Lumen Slowjournal
- 2 dicembre — Vera Gheno, con Associazione Alba Chiara APS
- 4 dicembre — Giovanni Mori, con Associazione La Busa Consapevole
- 11 dicembre — Matteo Roma, con Associazione Guys 4 Guys
- 17 dicembre — Matteo Saudino, con Associazione Argo
- 23 dicembre — Elena Franceschini Anita Penati e Simone Casalini , con il T Quotidiano
